LENTICCHIE PRESIDIO SLOW FOOD


LENTICCHIE PRESIDIO SLOW FOOD


Disponibile fino a 04/12/2019

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8,00 / Pacco/Pacchi

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Lenticchia di Santo Stefano di Sessanio

E’ piccola e molto saporita: una minuscola lenticchia di pochi millimetri di diametro, globosa e di colore scuro, marrone-violaceo. Cresce oltre i mille metri di altitudine solo sulle pendici del Gran Sasso, nei territori incontaminati del Parco Nazionale. Alcune coltivazioni si spingono fino a 1600 metri, ma è intorno ai 1200 che danno i risultati migliori. Per le loro piccolissime dimensioni e l’estrema permeabilità, le lenticchie di Santo Stefano di Sessanio non hanno bisogno di alcun ammollo preliminare. Sono straordinariamente saporite e il modo migliore per apprezzarle è una zuppa molto semplice: bisogna coprirle con acqua e aggiungere spicchi d’aglio scamiciati, qualche foglia di alloro, sale, olio extravergine e portare quindi a leggera ebollizione, a pentola chiusa. Non si tratta di una lenticchia qualsiasi ma di un biotipo preciso selezionatosi in questa zona da tempi immemori. Basti pensare che le coltivazioni di legumi, e in particolare di lenticchie, in questa zona dell’Aquilano sono già citate in documenti monastici dell’anno 998. Qui ha trovato un habitat ideale, fatto di inverni lunghi e rigidi – al termine dei quali, alla fine di marzo, si seminano le lenticchie – e di primavere brevi e fresche. I terreni poveri di montagna (calcarei) sono perfetti per le lenticchie, che non richiedono nemmeno grandi concimazioni. Diventano invece legumi impegnativi al momento della raccolta, che avviene tra la fine di luglio e la fine di agosto. Le lenticchie maturano in modo scalare e anche in tempi diversi, secondo l’altitudine del campo. A volte trascorrono 15 giorni tra la falciatura, quasi sempre manuale, e la battitura: le piantine falciate, se lasciate sul campo – prima accumulate in piccoli covoni e poi ammassate sotto la protezione di un telo – nutrono comunque i semi portandoli a maturazione. Spesso non è possibile usare la mietitrebbia, perché i campi sono in zone impervie ma soprattutto perché i legumi si sviluppano vicino al terreno e con la raccolta meccanizzata le perdite potrebbero arrivare al 30-40% del raccolto. Insomma, la raccolta avviene ancora come mille anni fa ed è molto faticosa.

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Eccovi un paio di ricette per la zuppa di lenticchie di Santo Stefano di Sessanio

Prima Ricetta

Ingredienti per 4 persone:
150 g di Lenticchie di Santo Stefano di Sessanio

1 spicchio di aglio

1 costola di sedano

1 carota

1 porro

100 g di pancetta tesa, in una sola fetta

350 g di spinaci

250 g di polpa di zucca

300 g di patate

olio extravergine di oliva

sale e pepe q.b.

Preparazione.
Sbucciate l’aglio e tritatelo insieme con il sedano e la carota mondati. Sbucciate e affettate al velo il porro, tagliate la pancetta a striscioline.
Rosolate il tutto in una casseruola con 4 cucchiai di olio, quindi unite le lenticchie, coprite con abbondante acqua fredda, portate a ebollizione e lasciate sobbollire a fuoco basso per circa 1 ora e 30 minuti.

Unite gli spinaci, la polpa di zucca e le patate, in precedenza pelate e tagliate a dadini. Coprite e proseguite la cottura per altri 20 minuti circa.
Regolate di sale e pepe e servite la zuppa condita con un filo di olio extravergine di oliva.
 

Seconda Ricetta

ZUPPA DI LENTICCHIE E PATATE
Ingredienti (dosi per 6 persone)
  • 4 etti di lenticchie piccole
  • 1 spicchio d’aglio
  • 4 foglie di alloro
  • 3 patate medie
  • 1 peperoncino piccante
  • crostini di pane
  • olio extravergine
  • sale
Preparazione
Sciacquate due o tre volte i legumi, poneteli in una pentola piena d’acqua, eliminate le lenticchie che vengono immediatamente a galla e fate cuocere a fuoco basso per 20/25 minuti circa. A metà cottura schiumate e aggiungete un filo d’olio, le foglie di alloro e lo spicchio d’aglio. Pulite le patate e tagliatele a pezzetti, aggiungetele alle lenticchie e proseguite la cottura per il tempo necessario a cuocere il tutto. A parte, preparate un soffritto a base di olio e peperoncino, unitelo alla zuppa quando questa sarà quasi pronta, poi servite con crostini di pane o fette di pane abbrustolito.
**Se preferite una zuppa più densa, a cottura ultimata prendetene qualche mestolo e frullatelo con un frullatore a immersione, unite il composto alla zuppa e mescolate.
***Oltre alla ricetta proposta ne potete realizzare una variante diluendo la zuppa con acqua bollente e facendoci bollire o della pasta (quadrucci) o del riso.